Brevi cenni di storia

Cingoli
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Cingoli vive a mt.631 s.l.m., su un colle isolato, in un clima asciutto accompagnato, d’estate, da una leggera e piacevole brezza che non fa rimpiangere la calura estiva.
L’altezza non rende merito all’immenso paesaggio godibile dalle sue terrazze medioevali. Da una vista a dir poco “aerea”, si stende sotto gli occhi del visitatore, tutto il territorio delle cinque province marchigiane, delimitate all’orizzonte, verso nord/est, da un’ampia fascia del mare Adriatico, sul quale emerge inconfondibile la sagoma del Monte Conero.
Nelle belle giornate, con l’aria terza, lo sguardo si allunga (incredibile, ma vero!) ai contrafforti della Maiella in Abruzzo, mentre al di là del mare Adriatico, che per l’occasione sembra un lungo e stretto lago, appaiono gli scuri profili dei monti della Croazia che sovrastano la costa slava.
Girando le spalle al lontano mare, il paesaggio muta, offrendo una lunga teoria di monti selvaggi. Dal monte Catria al monte Vettore. Di fronte il monte San Vicino e, sulla sinistra il gruppo dei monti Sibillini.

Brevi cenni di storia

Esistono reperti dei lavori di fortificazione di un centro urbano, eseguiti a spese di Tito Labieno, luogotenente di Giulio Cesare, nel I° sec. A.C.
Cingoli, dal latino “Cingulum”, cioè un ripiano sul versante di un monte, era in origine ubicata nell’area pianeggiante dell’attuale Borgo S.Lorenzo, come testimoniano i resti di antiche mura romane.
Ma le origini antropiche sono più remote. Nel locale museo statale sono infatti custoditi ritrovamenti preistorici dell’era paleolitica, dell’età del bronzo e del ferro. Interessanti le opere del periodo ellenisitico/romano.
Cingoli fu “Municipium” poi sede vescovile e nel XII° sec. libero comune. Subì la dominazione breve dell’imperatore Federico II e in prosieguo fece parte dello Stato Pontificio fino all’unità d’Italia.

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